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La Mistica dell'Anima - Il Nettare della Rosa

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Dio, Teologia, Misticismo, Filosofia, Gnosi, Esoterismo.

giovedì 26 dicembre 2013

SULL'INTERPRETAZIONE ESOTERICA DELLA KABBALAH di Michele Perrotta




















Questi argomenti sono spezzoni ripresi dai 2 volumi del libro La Bibbia Rivelata di Michele Perrotta Ediz. Xpublishing:



IL SISTEMA PARDES E I QUATTRO LIVELLI DI INTERPRETAZIONE


I quattro livelli d’interpretazione dell’ebraismo, come abbiamo già potuto vedere, sono i seguenti: Peshat, Remez, Derash, Sod.

La prima lettera di ognuna di queste parole P-R-D-S, insieme alle vocali necessarie per la pronuncia, danno la parola PARDES (che significa “giardino” o “frutteto”- nome analogo alla parola Paradiso).   Ogni livello è più profondo e più intenso del precedente.

* Peshat (Semplice): senso letterale, immediato, storico, insegnamenti evidenti.  - Remez (Allusione): senso allegorico, simbolico.

*Remez (Allusione): senso allegorico, simbolico.

* Derash (Esposizione): senso omiletico (che riguarda la conversazione/omelie: predica morale, socievole, affabile).

* Sod (Segreto): senso esoterico (infonde profondi cambiamenti interiori, elevazione di stadi coscienziali; chiave esoterica-cabalistica che consente di “vedere” al di là del velo - comprendere verità celate).

Il livello spirituale più alto denominato Yechidah (Unità) comprenderebbe tutti i livelli di interpretazione o sensi del Pardes.


Il grado di Qabbalah (Kabbalah) rivelata riguarda quei livelli a partire da Sod sino a quello che i maestri mistici definiscono Qabbalah profetica in cui l’attaccamento a Dio è vissuto a livelli elevatissimi con tutte le missioni spirituali che essi comportano tra cui i Tiqqunim (la rettificazione spirituale) e la profezia.

È con questo sistema che dobbiamo studiare la Bibbia per comprenderne il significato più profondo custodito al suo interno....


...Nello Zohar (Sepher ha-Zohar) le quattro chiavi di lettura o livelli succitati vengono confrontati con i quattro “Maestri” del cammino mistico del Pardes.

Questa allegoria delle quattro visioni risulta, a nostro avviso, come una sorta di liberazione del pensiero stesso dell’Adam, “oltre il giardino” o quel “Paradiso terrestre”, attraverso vie diverse ma non separate tra loro.

In sostanza si tratterebbe di una liberazione della coscienza da concetti mentali mediante la trascendenza mistica.

«Il Signore Dio (Yahweh) prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse».
(Genesi 2:15)


“Guai a colui che dice che la Torà viene a narrare racconti mondani, e cose ordinarie. Se così fosse, perfino nei nostri tempi potremmo comporre una torà (insegnamento) per le faccende ordinarie, perfino di qualità superiore. Perfino i potenti (principi) del mondo possiedono libri di valore superiore. Se fosse così, seguiremmo questi capi, e faremmo delle loro parole una torà. Ma non è così, poiché tutte le parole della Torà sono parole superne (celestiali) e segreti sublimi”.
(Rabbi Shimon)


“Guai ai malvagi che sostengono che la Torah è fatta solo di racconti mondani, e osservano solo tale rivestimento, e niente di più”.
(Sefer Ha-Zohar - “Libro dello Splendore”)


... Ancora una volta, anche grazie a queste informazioni essenziali (si consiglia di leggere tutti e due i volumi di questa nostra ricerca), abbiamo potuto comprendere come il senso letterale sia solo una sfaccettatura di questo immenso testo sacro che è la Bibbia; inoltre abbiamo nuovamente visto che non conviene criticare a priori la Sacra Scrittura, specialmente se non si posseggono i mezzi per avere un quadro completo, ovvero le se non abbiamo studiato profondamente le quattro chiavi di lettura: le quattro vie d’accesso per entrare realmente nel cuore della Bibbia.


...Il Sefer ha-Zohar, che contiene il commento ai cinque libri della Torah, è ricco di questi linguaggi simbolici; i suoi insegnamenti sono accessibili solo a coloro che sono profondamente spirituali.

Nello Zohar si apprende addirittura che sono stati Adamo ed Eva a cacciare Dio dal Gan Eden (il Paradiso terrestre) e non viceversa; questo indica che fu la prima umanità carnale a dividersi (separarsi) dal Divino perdendo così l’accesso alla dimensione spirituale e, di conseguenza, ai mondi superiori cabalistici (spirituali) di cui i mistici sono alla perenne ricerca.

Ritrovare il “Paradiso perduto”, inteso come un recupero della pura dimensione spirituale, è il vero scopo di ogni mistico.



Continua...







" Cosi hanno insegnato i nostri saggi: quattro persone sono entrate nel Pardes ed erano: Ben Azai, Ben Zoma, Acher e Rabbi Akiva. Rabbi Akiva disse loro: quando arriverete alle pietre di marmo bianco non dite: acqua! Acqua!, dato che è scritto: colui che dice menzogne non potrà stare davanti ai miei occhi.
Ben Azai guardò e morì, e di lui il verso dice: preziosa agli occhi di Dio è la morte dei suoi pii.
Ben Zoma guardò e rimase ferito, e di lui dice il verso: ha trovato miele, basta di mangiarne, o altrimenti ti sazierà al punto di vomitarlo. Acher si mise a tagliare i virgulti.
Rabbi Akiva uscì in pace". (Talmud - Chaghiga 14b)

















Per maggiori Info: La Bibbia Rivelata Vol.1 - Iniziazione al linguaggio esoterico della Sacra Scrittura:
http://www.booxtore.it/index.asp?itemId=3219


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Spezzone tratto dal saggio La Bibbia Rivelata Vol.2 - Il Corpo di Luce e il Segreto del Fiore della Vita:


"....I numeri sono la chiave per comprendere le emozioni con cui Dio e l’uomo agiscono in simbiosi mediante la natura, in tutto l’universo materiale e spirituale.
In sostanza i numeri sono matrici di Luce e compenetrano le Tenebre del mistero narrato nei testi sacri in cui Dio stesso ha “parlato”.

Sono Luce per calcolare e misurare la Luce stessa.


Per l’uomo è necessario, quindi, attingere con la mente a questa Luce per divenire a tutti gli effetti anch’esso Luce mediante la cristallizzazione e la scomposizione (morte e resurrezione) del nostro Corpo energetico: eterico, emozionale, mentale.

Nei loro scritti esoterici gli Ebrei sostengono addirittura che nei numeri presenti nella Kabbalah sarebbe nascosta tutta la matematica dell’universo.


La parola Kabbalah in ebraico ha una valenza numerica di 137.

Questo numero è oggi giorno associato nella Fisica al rapporto tra la velocità della Luce e quella dell’Elettrone in orbita intorno al nucleo dell’Atomo d’idrogeno.

In sostanza la fisica, come la Kabbalah stessa, ci confermerebbe l’importanza di questo sapere esoterico legato ai numeri e ci indicherebbe che questi fungono realmente da collanti tra la materia e la Luce....


....La stessa Matematica e la Geometria Sacra che riscontriamo in natura non sono altro che l’effetto e non la causa della verità divina; sono mezzi o strumenti elaborati dagli uomini per comprendere il disegno e/o la “mente” di qualcosa di molto più grande di noi che da sempre e in ogni luogo interferisce “informando” il tutto.

La codifica della creazione, come del cosmo stesso, è possibile proprio perché essa non ha un’origine caotica, ma ha una sua ben precisa struttura e una sua matrice.    

Sta all’essere umano trasformare e vivificare queste nozioni teoriche e questo linguaggio simbolico, una volta appreso, presente nella Sacra Scrittura attraverso le difficilissime pratiche mistiche tramandate dagli iniziati segretamente e che attraverso la Mente, composta anch’essa da Luce (barlume d’intelletto), può innalzare realmente l’uomo a Dio nonostante la Mente possa più volte sviarlo o vincolarlo a dogmi o a concetti sterili.

Si raggiunge Dio, infatti, non con l’intelletto, ma con il totale abbandono dell’ego mediante l’istintività, mediante il Cuore.

In tal modo scopriremo nuovamente che dietro alle Immagini, al Logos, e alla “fabula” (la prima chiave di lettura letterale), c’è realmente Dio.


«“…Ma Tu (Dio) hai tutto disposto con misura, calcolo e peso”».
(Sapienza 11:20)

Continua...

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VIAGGIO NEI TESTI SACRI


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Per Maggiori Info: La Bibbia Rivelata Vol.2 - Il Corpo di Luce e il Segreto del Fiore della Vita: http://www.booxtore.it/index.asp?itemId=3252

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MICHELE P.